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Domenica 22 marzo l'evento sulle strade della capitale. Record di iscritti (oltre 15 mila) con cento atleti disabili divisi in 9 categorie. Un percorso sicuramente affascinante - dice Vittorio Podestà - ma pieno di incognite e sicuramente non il massimo per l'handbike: mi preoccupano i sampietrini
Roma. La differenza tra una Maratona e un'altra la fa il percorso, indubbiamente. E quello che si troveranno ad affrontare a Roma i 100 atleti disabili iscritti, provenienti da 7 Nazioni, domenica 22 marzo, è di quelli da togliere il fiato, letteralmente, non solo per le fatiche della corsa. Parliamo di 42.195 metri, la distanza tradizionale, tra asfalto e sampietrini, partendo da Via dei Fori Imperiali, attraverso l'Ostiense e dando uno sguardo alla Basilica di San Paolo, poi dirigendosi sul Lungotevere fino alla Sinagoga, a Piazza Cavour, poi davanti a San Pietro, poi verso il Foro Italico, la Moschea, le Belle Arti, Piazza Argentina e Fontana di Trevi. Solo per dire alcune tappe tra quelle che delizieranno gli occhi dei partecipanti, pur nella stanchezza della prova.
Le stime ufficiali degli organizzatori parlano di circa 15.000 iscritti per la Maratona competitiva, più 100.000 per la ‘Stracittadina', la mini maratona di 4 km del puro divertimento. Gli atleti disabili iscritti sono stati suddivisi in 9 categorie, a seconda della disabilità: paraplegici T53/T54, T46, tetraplegici T51 e T52, ipovedenti T12/T13, non vedenti T11, handbiker cat. A, B e C.
Come potevamo non sentire Vittorio Podestà, assiduo della Maratona di Roma, pluridecorato in Italia e nel mondo, argento paralimpico a Pechino: E' la mia prima volta a Roma, tra molte incognite. Il percorso è sicuramente affascinante, ma per la handbike non è proprio il massimo: mi preoccupano i tratti con i sampietrini. Per questo ho cercato di modificare un po' la mia bici: gomme più grandi e maggiore distanza tra di esse, per essere più fluidi ed attutire meglio i colpi. Alle maratone non è nuovo, Vittorio Podestà, ha partecipato a quella di New York lo scorso anno, dopo Roma sarà a quella di Treviso e Padova. Confessa che lo straordinario successo negli Emirati Arabi, la maglia gialla al Circuito Europeo, non se l'aspettava, ma che partecipare è stato un allenamento eccellente proprio in vista di Roma. La mia speranza è arrivare tra i primi tre, ovviamente. Come non scusarlo di tanta ambizione alla prima esperienza capitolina, ha una reputazione paralimpica da difendere... (a cura del Cip)
20 marzo 2009
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