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Equitazione
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Quando si associa l'equitazione al mondo della disabilità il primo pensiero che viene in mente è l'ippoterapia, utilizzata da qualche decennio con grande successo per alleviare gli effetti di molte forme di handicap.

In effetti l'attività motoria a cavallo, per via della globalità dell'approccio, è rivolta ai più vari tipi di disabilità: paralisi cerebrali infantili, traumi cranici, esiti di encefalite, spine bifide, paralisi ostetriche, lesioni midollari, sindromi psichiatriche e Down.

La stimolazione provocata dall'andatura ritmica del cavallo contribuisce a normalizzare il tono muscolare e a ristabilire le simmetrie alterate da paralisi. La postura assunta dal soggetto a cavallo agisce positivamente sul suo equilibrio, stimolando l'allineamento testa-tronco-bacino.

Inoltre la conduzione del cavallo richiede necessariamente la partecipazione attiva della persona disabile in termini di coordinazione e armonia dei movimenti, migliorandone anche il livello di autostima. Si instaura così un profondo rapporto tra il cavallo e il cavaliere che, soprattutto se disabile mentale, migliora le proprie capacità relazionali, non solo attraverso il movimento terapeutico in senso stretto, ma anche attraverso la cura dell'animale prima e dopo l'attività a cavallo.

Parte integrante dell'ippoterapia è anche, infatti, lo svolgimento di alcune operazioni (ad es. pulizia e alimentazione del cavallo o ingrassaggio dei finimenti), che vengono assegnate a ciascun soggetto in considerazione della specifica disabilità e realizzate, in genere, in collaborazione con dei volontari. Quella equestre rappresenta quindi un'attività in cui l'aspetto motivazionale viene particolarmente esaltato.

Per approfondimenti si rimanda al regolamento e alle Faq.

La stimolazione provocata dall'andatura ritmica del cavallo contribuisce a normalizzare il tono muscolare e a ristabilire le simmetrie alterate da paralisi. La postura assunta dal soggetto a cavallo agisce positivamente sul suo equilibrio, stimolando l'allineamento testa-tronco-bacino.

Inoltre la conduzione del cavallo richiede necessariamente la partecipazione attiva della persona disabile in termini di coordinazione e armonia dei movimenti, migliorandone anche il livello di autostima. Si instaura così un profondo rapporto tra il cavallo e il cavaliere che, soprattutto se disabile mentale, migliora le proprie capacità relazionali, non solo attraverso il movimento terapeutico in senso stretto, ma anche attraverso la cura dell'animale prima e dopo l'attività a cavallo.

Parte integrante dell'ippoterapia è anche, infatti, lo svolgimento di alcune operazioni (ad es. pulizia e alimentazione del cavallo o ingrassaggio dei finimenti), che vengono assegnate a ciascun soggetto in considerazione della specifica disabilità e realizzate, in genere, in collaborazione con dei volontari. Quella equestre rappresenta quindi un'attività in cui l'aspetto motivazionale viene particolarmente esaltato.

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